Il borgo

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Il nome Rocca de’ Baldi pare aver origine dal nome latino Roca Ubaudi, trasformatosi poi in Rocha de Baudis e Roca Baudorum.

La storia di questo antico borgo, che ancora colpisce per il tono signorile che segna l’abitato, è strettamente legata ai Signori di Morozzo, di cui divenne marchesato in epoca sabauda. I Marchesi Morozzo della Rocca sono infatti una delle più antiche famiglie feudali e vantano oltre mille anni di nobiltà. 

Situato su uno sperone triangolare delimitato dai torrenti Pesio e Pogliola, assunse la forma del luogo: due lati ben difesi dalle ripe scoscese e da mura e la base, appoggiata alla pianura, anche da un fossato, la “tagliata”.

Così si presentava Rocca de’ Baldi, borgo strategico per il passare dell’allora unica strada di collegamento fra Cuneo e Mondovì, la “Strada Reale”, come ben illustra la mappa militare, disegnata da Francesco Orologi nel 1558 per il Re di Francia Enrico II, come memoria delle campagne di guerra in Piemonte fra il 1540 e il 1557 e oggi conservata nella Biblioteca Nazionale di Firenze.

Gli Statuti di Rocca de’ Baldi, confermati da Ludovico di Savoia il 18 marzo 1448, sono il documento più prezioso e la fonte più autorevole di notizie riguardante la vita che anticamente si svolgeva nel borgo.

GLI EDIFICI STORICI DI PREGIO

La piazza, recentemente lastricata in pietra ed ingentilita da una fontana, si presenta oggi molto più vasta di quanto non fosse in origine. A mostrarci come si presentava anticamente il cuore del borgo è una bella sovra porta del ‘700 che illustra l’armonica presenza del castello, della chiesa e delle case, insieme alla vita che vi si svolgeva.

Fronteggiano il castello due importanti edifici: la sede dell’antico Municipio, sulla cui facciata risalta un’importante cornice a stucco con tre bellissimi angeli, scena che forse vuol ricordare un probabile passaggio della Sindone a Rocca de’ Baldi durante un suo trasferimento da Cherasco verso la Liguria; il palazzo Prandi, una delle più antiche famiglie del luogo, il cui più illustre rappresentante fu il notaio Carlo Prandi che ebbe l’onore di ricevere nella sua casa il Papa Pio VII nel corso del suo trasferimento da Grenoble a Savona.

Altro importante edificio che affaccia sulla piazza è la chiesa parrocchiale di San Marco. Gli statuti citano l’esistenza di una primitiva cappella nel 1410 sullo stesso luogo in cui oggi vediamo la chiesa parrocchiale. L’attuale bellezza della chiesa è dovuta alla radicale trasformazione realizzata dall’architetto Francesco Gallo nel 1725. Al suo progetto si deve l’innalzamento della navata centrale con relativa volta, la riduzione degli altari agli attuali cinque e la costruzione della sacrestia. Ma è l’altare a catturare subito l’attenzione di chi entra nella parrocchiale. Per l’eleganza e l’armonia delle forme, la bellezza delle statue e dei marmi policromi, l’altare, opera dei fratelli Giuseppe e Giovanni Carlone (1675), è ritenuto dalla critica d’arte un capolavoro della seconda metà del 1600.

A metà circa di Via Prandi sorge l’antica torre civica, una torre il cui nucleo originario è anteriore al 1250 che costituiva la seconda torre di guardia, citata dagli Statuti. Una delle più belle costruzioni medioevali del Monregalese, attualmente ha funzione di campanile, ma appartiene ancora al Comune di Rocca de’ Baldi.

Di pregio storico sono anche alcune abitazioni civili: casa Airaldi, lungo Via Prandi; casa Rolandone che presenta in alto, lungo l’andamento del tetto e accanto a una finestra, belle formelle in cotto a motivo floreale; casa Barabino, la pittoresca e signorile dimora in stile neogotico voluta dagli armatori genovesi e oggi di proprietà della famiglia Pennacchietti.

Di particolare importanza la Badia di Santa Maria del Castello di Rocca de’ Baldi, proprietà dei Marchesi Morozzo della Rocca, appena fuori l’abitato, in posizione dominante la valletta del Pesio. Sorta attorno ad un antico luogo di devozione, un pilone dedicato alla Vergine del Carmelo, l’attuale complesso fu progettato dall’architetto Giovenale Boetto di Fossano, su incarico dell’abate Ludovico. La costruzione della chiesa, iniziata nel 1660, terminò nel 1668. Oggi, dopo secoli di interventi, il complesso, divenuto nel XIX secolo residenza della famiglia Morozzo, consta del nucleo seicentesco collegato ad un prezioso giardino e di un corpo ottocentesco sul quale è stato ricavato l’accesso principale alla residenza.

All’ingresso dell’abitato, all’incrocio della strada per Pogliola, si trova infine la Cappella della Crocetta, il più antico edificio religioso di Rocca de’ Baldi, dichiarata monumento nazionale per i suoi splendidi affreschi tardogotici.

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